Con la flessibilitą si esporta meglio
IL MONDO - AZIENDE IN CRESCITA: GLI OBIETTIVI DELLA K-FLEX DI MILANO Vuole raddoppiare il fatturato a 400 milioni in tre anni. Grazie ai tubi e alle membrane isolanti. Prodotti in 11 Paesi: dall'India all'Iran e agli Usa Non si vedono, ma sono dappertutto i tubi isolanti della K-flex. Negli impianti di climatizzazione dell'aeroporto di Malpensa, della Fiera di Rho, del Teatro alla Scala e dell'aeroporto di Dubai. Nei rigassificatori in Francia e a Shanghai (il prossimo, fra due anni, sarà quello di Livorno) e nelle piattaforme petrolifere in Canada, nel Mare del Nord e in Russia fino a Sakhalin, l'isola nel Pacifico dell'estremo oriente russo. Perfino sulle navi di Fincan-tieri. L'azienda italiana con base nella zona nord di Milano, a Roncello, quest'anno compie ventanni e sfida la crisi con un piano industriale che punta al raddoppio: 400 milioni di euro entro il 2012, escluse possibili acquisizioni, K-flex ha chiuso il 2008 con un bilancio consolidato di circa 187 milioni di euro (+40% rispetto al 2007) e un fatturato aggregato di 230 milioni. La stima clell'ebitda per il 2008 è tra il 12,8 e il 13%, mentre nel 2007 era dell'11,3%. Dall'impianto di Roncello, 300 addetti, escono tubi e lastre isolanti per tutto il mercato europeo (con volumi pari a oltre 150 milioni di metri di tubi e oltre 10 milioni di metri quadrati di lastre all'anno). I Paesi dell'Europa, che rappresentano oltre la metà del fatturato, vengono riforniti in 24 ore grazie a un nuovo magazzino automatizzato da 56 mila metri quadrati costato 25 milioni di euro. L'Italia è il cuore dell'azienda, fondata da Amedeo Spinelli nel 1989, presidente e proprietario, il centro di coordinamento internazionale per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, re-engineering degli impianti produttivi e il marketing. Ma l'isolante K-flex è presente in tutto il mondo con 11 centri produttivi per i mercati locali, 1.500 addetti e dieci società commerciali per la distribuzione in 43 Paesi con partnership e progressive acquisizioni. Nel 2008, per esempio, ha consolidato la propria forza negli Stati Uniti (18% del fatturato), assumendo il controllo totale della Nomaco K-flex e così pure in Cina, acquisendo le quote che la Pan-Chen overseas aveva nella K-flex Insulation company di Hong Kong. Nel mercato cinese, che rappresenta il 10% del fatturato ed è in grande espansione, la multinazionale italiana opera con quattro stabilimenti. Il più recente è entrato in funzione a febbraio a Suzhou (Shanghai) ed è il più grande sito fuori dall'Italia, con la partecipazione di Simest, la finanziaria di sviluppo delle imprese italiane all'estero. Gli altri impianti della multinazionale italiana sono in Russia, Turchia, Usa, Iran, India e Malesia. E per il 2009 prevede l'avvio di nuovi stabilimenti di produzione a Teheran e negli Emirati Arabi. L'Iran per il comparto oil and gas (petrolchimico) e i Paesi Arabi per il settore delle costruzioni in continua crescita a Dubai. Ma qual è la strategia di sviluppo per il prossimo triennio? Costante innovazione di prodotto e servizio nei settori in cui è già forte (riscaldamento e idrotermosanitario, industriale, oil and gas e isolamento tecnico) e nuovi prodotti per altri settori, come l'acustica e il solare termico per il riscaldamento. In particolare, il comparto dell'energia rinnovabile nel solo 2008 ha già raggiunto il 10% del fatturato del gruppo. «In Europa nei prossimi anni tirerà soprattutto il solare termico, che sta crescendo tra il 30 e il 50% grazie agli incentivi stata li. Mentre in Russia e in Iran continuerà il grande sviluppo dell'oil and gas», dice Carlo Spinelli, ad della capogruppo e di tutte le sedi estere. Gaia Fiertler 24 aprile 2009 IL MONDO. 59 2404 Il Mondo.pdf
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